Se la domanda interna arranca, stare sui mercati esteri non è meno complicato.
Le probabilità di perdere clienti è sempre più alta: concentrarsi sui mercati avanzati (quelli considerati più solidi e affidabili) non basta più , perché è proprio qui che il pericolo di mancato pagamento corre di più.
La Country Risk Map , elaborata da Sace per il 2013 e diffusa ieri, prende in esame i rischi di mancato pagamento, instabilità normativa e violenza politica di 189 Stati e si propone come una bussola per guidare le imprese nelle loro strategie di internazionalizzazione.
Con l’economia in frenata ovunque e le imprese sempre più in difficoltà, i rischi di mancato pagamento sono aumentati ovunque e il fenomeno ha colpito soprattutto i mercati avanzati, che in questa crisi stanno soffrendo di più.
In media i rischi di insolvenza dei Paesi avanzati sono aumentati del 22 per cento. Stati come Grecia, Cipro, Slovenia e Spagna sono ormai meno affidabili di economie emergenti come Perù, Colombia o anche Russia; compromesso anche il giudizio sull’area del Medio Oriente e del Nord Africa, che pagano il clima di instabilità che persiste su tutto l’arco sud-orientale del Mediterraneo.
In questo contesto spicca la tenuta dei Paesi asiatici e dell’America Latina; sull’assetto dell’Asia orientale gioca sicuramente un ruolo importante la svalutazione della moneta giapponese.
Sebbene registri ancora i livelli di rischio più alti a livello mondiale, l’Africa sub sahariana è l’unica area in progresso, grazie anche al traino offerto dai Paesi petroliferi.
L’infografica mostra la Country Risk Map elaborata da Sace.
Tratto da Il Sole 24 Ore, 24 Maggio 2013, pag. 40











