«Quando la torta da dividere non lievita più la contesa sulle “fette” si fa più aspra e gli immigrati vengono visti come coloro che vengono a portar via posti di lavoro, se non come bocche da sfamare o addirittura come criminali che vengono aminare la convivenza civile.»
Ma i dati sembrano dire cose diverse. Molti indicatori segnalano che la crisi ha colpito soprattutto gli stranieri, facendo aumentare il numero dei disoccupati in misura maggiore rispetto agli italiani. Inoltre, guardando al futuro, va considerato che con una popolazione in continua diminuzione il sistema pensionistico potrà reggersi solo se un numero sufficiente di lavoratori (e qui fanno la loro parte gli stranieri in aumento) si tasserà per pagare le pensioni di un numero crescente di anziani.
Nell’infografica che segue trovate un confronto con i prinpipali paesi europei, le nazionalità più rappresentate, i principali trend e il livello di istruzione degli stranieri (particolarmente interessante quest’ultimo dato).
Forse, come dice Fabrizio Galimberti, “il problema per la comunità italiana è quello di assimilare i nuovi arrivi e costruire una società multiculturale che condivida i principi di base della nostra Costituzione ma che sia libera di differenziarsi nei costumi“.
Articolo originale: Pensioni «grazie» agli immigrati
Grafica da Il Sole 24 ORE, Venerdì 5 Agosto 2011, pagina 15



si, qualche anno fa anche il NY Times ha pubblicato un grafico che metteva in evidenza le fascie sociali più colpite dalla crisi, tendenzialmente immigrati uomini e non istruiti: http://www.nytimes.com/interactive/2009/11/06/business/economy/unemployment-lines.html