Le voci di spesa nel bilancio dello Stato

La manovra finanziaria rifinita in questi giorni ha l’obiettivo di sistemare i conti dello Stato andando ad agire su due fronti simmetrici: da un lato le entrate, costituite principalmente dal prelievo fiscale; dall’altro le uscite, ovvero le voci di spesa pubblica.

Grafica - "Spesa dello Stato"

Al di là dei correttivi delle ultime settimane, avete idea di quali siano le principali voci di spesa e la loro entità? Sul sito del Senato ho trovato il Bilancio dello Stato 2009-2011, dal quale ho estratto alcuni dati per capire meglio dove vanno a finire i soldi con cui paghiamo le tasse.

Mi sono concentrato su una tabella contenente le 34 missioni, ovvero «le funzioni principali e gli obiettivi strategici perseguiti con la spesa pubblica, indipendentemente dall’azione politica contingente». Ciascuna di esse è dettagliatamente descritta nel documento segnalato. Io mi sono limitato ad un confronto delle voci tra loro utilizzando una grafica interattiva composta da tre tavole.

La prima mette in ordine le missioni in base alla loro entità: in testa si trovano debito pubblico, relazioni finanziarie con le autonomie territoriali e politiche previdenziali; in coda, regolazione dei mercati, energia e turismo. La seconda tavola permette di apprezzare meglio le missioni con più peso e la loro evoluzione nel tempo, insieme alla variazione della spesa complessiva, dal 2008 al 2011.

Infine, nell’ultima tavola è possibile selezionare e porre a confronto alcune voci specifiche. Io ho pre-selezionato quattro missioni che mettono in evidenza come la spesa per “Istruzione universitaria” e “Competitività e sviluppo delle imprese” sia in diminuzione. Quella per “Immigrazione, accoglienza e garanzia dei diritti” e “Turismo” non varia di molto ma resta su livelli piuttosto bassi.

Come sempre, ecco il foglio Excel in cui ho elaborato i dati per la loro rappresentazione grafica: Dati – “La spesa dello Stato”. Buon Open Data!

Documenti

 
Commenti (26) Trackback Permalink | 25.08.2011
Scritto da:
Dario Pagnoni
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26 risposte a Le voci di spesa nel bilancio dello Stato

 
Commenti
 
  1. gabriele scrive:

    Gran bel post sia per la segnalazione della fonte dati sia per sua rappresentazione grafica.

    Grazie!

  2. francesco scrive:

    ottimo pezzo, davvero
    peccato che il file sia .xls molto poco open :P

    francesco

  3. Dario Pagnoni scrive:

    Ciao Francesco, grazie per i complimenti!

    Come scrivevo in risposta ad un altro commento, in questi post segnalo la fonte dei dati e lascio il link su come trovarli. In più, metto a disposizione il foglio di calcolo che ho utilizzato per predisporre i dati (ma non tutti i dati in sé) per far vedere come li ho lavorati.

    Li lascio in formato Excel perché, sebbene non sia per niente open, è un formato che alla fiune può essere aperto da tutti, anche da chi ha pochissima dimestichezza informatica. Infatti un file .xls può essere aperto in Open Office, mentre molte persone comuni non riuscirebbero ad aprire un file .ods e non avrebbero idea di cosa fare con un .csv o .xml

    Tuttavia sono qui per imparare a fare Open Data, quindi sono apertissimo a tutti i suggerimenti. Secondo te come come sarebbe meglio condividere il foglio di calcolo in cui predispongo i dati per la loro visualizzazione?

  4. cannedcat scrive:

    Siamo alle solite, anche chi divulga si comporta come un pezzo della casta.
    Che significa “Italia in europa e nel mondo”
    e “Relazioni finanziarie con le autonomie locali”?
    Per la maggior parte della gente è un linguaggio criptico, per addetti ai lavori e tutto l’idea di un qualcosa che ci faccia capire dove finiscono i nostri soldi diventa solo un esercizio di stile.
    Il foglio di calcolo, poi, è un capolavoro che piacerebbe a Voltaire quando nel “Candide” dice che “le parole servono a nascondere il pensiero”.
    Nel foglio lo fanno i numeri, con voci elencate due volte e distinte da un C e un K che sono evidentemente chiari per i super pagati funzionari del Senato.
    Insomma, in Italia siamo come in “Foundation” di Asimov: un sacco di numeri per i quali occorre uno specialista del lessico governativo per capire.

    • Dario Pagnoni scrive:

      Ciao cannedcat e grazie del commento.

      Per quanto riguarda il foglio di calcolo, esso è composto da tre fogli. Uno che si chiama “dati estratti”, dove è contenuta la trasposizione esatta in Excel delle tabella rilasciate in pdf dal Senato; in questo foglio è presente la legenda che spiega che C sta per “Corrente”, K per “Capitale” ed R per “Rimborsi”. Gli altri due fogli fanno vedere i passaggi utilizzati per poter realizzare la visualizzazione in Tableau.

      I dati originali non sono dunque quelli contenuti nel file allegato bensì, come si apprende leggendo il post, quelli nel file .pdf (purtroppo) rilascaito dal Senato e linkato nel post.

      All’interno di quel file – come, appunto, ho scritto anche nel post – vi è una descrizione dettagliata del significato di quelle voci. Detto ciò, concordo comunque su gran parte del tuo messaggio: c’è bisogno di maggior chiarezza e trasparenza.

  5. davide scrive:

    Grazie del post, molto interessante anche per l’utilizzo di Tableau: lo seguo da un po’ ed in questi casi dimostra tutto il suo valore.
    Per il formato suggerisco l’utilizzo di fogli elettronici Clud come GApps o ZohoApps, in quanto se resi pubblici permetterebbero a chiunque di visualizzare i dati e poi di esportarli nel formato preferito.
    Davide LV.

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  8. Marco scrive:

    Ciao, davvero un gran bel post.
    Domanda per te. Sto guardando le entrate tributarie e non mi tornano i conti. Vedo una voce RICORSO AL MERCATO (pag.9 del documento del senato), a cosa si riferisce? Ai titoli di stato? grazie

  9. Andrea Gianotti scrive:

    Ciao Marco e grazie per i complimenti. Poiché la materia della Scienza delle Finanze è molto tecnica (ho superato quasi brillantemente l’esame all’università, ma parliamo oramai di un paio di lustri fa :) ) ti rimando alle definizioni del Ministero. http://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/Bilancio-d/Bilancio-i/I-saldi.html#inevidenza
    Da quel che capisco, però, si tratta dei Titoli di Stato e di tutti gli altri strumenti di finanziamento a medio e lungo termine diversi da questi.

  10. Marco scrive:

    pazzesco, se e’ cosi’ vuol dire che paghiamo 300 miliardi di interessi passivi su un debito a mio parere illegittimo e andiamo sul mercato per raccogliere 250 miliardi…. senza parole….. senza contare poi l’evasione fiscale…. siamo messi male…

  11. Andrea Gianotti scrive:

    Certamente la spesa per interessi sul debito pregresso accumulato è la parte più significativa del bilancio statale. Tieni conto però che i saldi costituiscono l’espressione numerica statica, la fotografia fatta da un punto di vista, e non il sottostante fenomeno economico nel suo complesso. Si ratta, perlopiù, di redistribuzione della ricchezza all’interno (e all’esterno) della collettività. Senza spingermi in considerazioni di carattere macroeconomico, i soldi che lo Stato versa per pagare gli interessi per qualcuno, direttamente (remunerazione dei BoT) o indirettamente (remunerazione di strumenti finanziari quali conti correnti, depositi o altro che a loro volta vengono investiti in BoT dalle banche) entrano nella disponibilità di soggetti (non solo, ma anche imprese e cittadini Italiani, quindi) che li utilizzano per consumi e risparmi privati.

  12. ari scrive:

    perche’ nion viene fatta una trasmissione televisiva pubblica settimanale che spieghi bene a tutti (anche chi non e’ esperto) con linguaggio semplice (quindi difficile,..) le varie voci di spesa del bilancio statale in corso ??.e’ chiaro che NON si vuole far sapere,,,,

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  21. marco ronchi scrive:

    trovo nel 2011 213 miliardi alla voce debito pubblico – rimborso.
    vuol dire che è stato restituito debito per questa cifra? mi pare enorme!

    poi:
    si sa cosa sono le:
    29 Politiche economico-finanziarie e di bilancio

    e
    3 Relazioni finanziarie con le autonomie territoriali
    sono i trasferimenti alle regioni (ovvero il budget delle regioni e quindi contenente la sanità e il trasporto pubblico locale)?

    grazie

  22. raul scrive:

    non sono un esperto di finanza ma mi affascuna ,, sto legendo i conti degli introidi di stato .dalle tasse con giusta causa paghiamo .ma vorrei sapere tuti pagano la giusta causa.. quanto nero è nel nostro paese .ipotesi)L”ultimo cenzimento quanti emigrati ci sono regolari nel nostro paese .e non regolari , io penzo qualche milione ,forse si tutti pagano la giustacausa? non lo so so solo che stanno nel nostro paese per fare reddito , penso si ogni uno di loro spedisse una parte del reddito , ipotesi 500/oo, euro al mese . quanti miliardi escono dal nostro paese tuto nero . non capisco molto scusate ma è un penziero

  23. raul scrive:

    stanziamenti pazzi x te spese sanitarie . perche devono stare in mano ad a ziende e fare profitto .lo stato non sa gestire direttamente la sua propietà ospedaliera e non dare il profito ad aziende private e chiudere ireparti .in vece di aunentare i posti letto ipotesi uno a caso a roma il fiore all”occhiello degli anni trenta san camillo oggi al disastro .reparti chiusi che potrebbero ospitare centinaia di posti letto in più con pochisima spesa di gestione dalle cucine al lato farmaceutico infermieristico medico. il farmaceutico deve essere gratuito o calmierato dalle case di produzione .per cause sociali infermieristico 20 pazienti ad unità medico 50 pazienti ad unità si risparmierebbe circa il 60% dalle spese pazze di oggi far lavorare tutti con discilplina e volontà

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