«C’erano una volta – ma talvolta ci sono ancora – nelle viuzze laterali di via Paolo Sarpi, la Chinatown milanese, ragazzi appoggiati ai paletti in attesa che qualcuno, valutata la loro prestanza fisica, li scegliesse per portare pacchi e sacchi.»
E’ questa una delle manifestazioni del caporalato, forma di sfruttamento che si stima coinvolgere 550 mila lavoratori sfruttati, di cui 60 mila vivono in condizioni di assoluto degrado, in alloggi di fortuna e sprovvisti dei minimi requisiti di vivibilità ed agibilità.
Ma «la manovra approvata la scorsa settimana dal Consiglio dei ministri dice chiaramente che non dovranno più esserci in futuro persone reclutate attraverso intermediazione illecita» Per questo motivo è stato creato un articolo che inasprisce fortemente le pene e «riunisce sotto un unico cappello le sanzioni che colpiscono l’intermediazione illecita, in quella sua forma drammaticamente grave che è il caporalato.»
Per capire meglio le dimensioni del fenomeno, ecco un’infografica che mostra l’incidenza del lavoro nero nelle diverse regioni d’Italia e la stima dell’apporto al Pil, a confronto con la media europea.
Articolo originale: Carcere per i «caporali»
Infografica da Il Sole 24 ORE, Giovedì 18 Agosto 2011, pagina 10



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