Visualizzare l’impronta ecologica – Tableau Public VS Google Fusion Tables

Si dice spesso che lo stile di vita odierno è tale per cui le risorse ambientali consumate dalla razza umana sono largamente superiori a quelle che la Terra sia in grado di rigenerare. Per misurare statisticamente questo impatto è nato il concetto di impronta ecologica ed il relativo indice statistico.

Screenshot - "Impronta ecologica"

L’impronta ecologica viene espressa in termini di ettari necessari pro-capita e può essere misurata sia a livello globale che a livello di una specifica area geografica. Ad esempio, un’impronta ecologica pari a 1,8 significa che, in base allo stile di vita e di consumo della popolazione, sono necessari 1,8 ettari di Terra per ogni persona. Se confrontiamo l’impronta ecologica con la biocapacità della stessa area considerata – ovvero gli ettari di Terra messi a disposizione pro-capita – otteniamo il “saldo ecologico”.

Partendo dai dati del Global Footprint Network ho confrontato l’impronta ecologica dei diversi Paesi nella forma del saldo ecologico. In questa heat-map realizzata con Google Fusion Tables i paesi colorati in rosso hanno un saldo negativo – ovvero in media ogni abitante consuma più risorse di quante il proprio Paese gliene metta a disposizione – mentre quelli colorati in verde uno positivo.

Prendiamo ad esempio l’Italia. In media ogni italiano consuma una quantità di risorse naturali che necessitano di 4,99 ettari di Terra per essere prodotte, mente il territorio italiano mette a disposizione circa 1,14 ettari a testa. Il saldo ecologico che ne risulta è -3,85.

A livello mondiale, nel 2007 l’impronta ecologica media era di 2,7 ettari a persona. Data una biocapacità media di 1,8 ettari a persona, il saldo ecologico globale è un deficit di 0,9 ha/pers. Ovvero, continuando con questi livelli di consumo le risorse naturali messe a disposizione dal Pianeta Terra si esauriranno.

Per avere un quadro più completo ho elaborato gli stessi dati anche con Tableau Public. Da qui sono facilmente deducibili alcune informazioni come: i Paesi con la maggior impronta ecologica sono Emirati Arabi Uniti, Qatar e Bahrain; quelli con la più alta biocapacità pro-capite sono Guyana, Gabon e Bolivia; e molto altro.

Per concludere, ecco alcuni link utili:

Cosa ne pensate del concetto di impronta ecologica? E’ utile rappresentare questi dati graficamente, per capire meglio il fenomeno? Trovate ci siano più potenzialità nell’utilizzare Google Fusion Tables oppure Tableau?

Ad ogni modo, anche per oggi, buon Open Data!

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Commenti (4) Trackback Permalink | 29.08.2011
Scritto da:
Dario Pagnoni
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4 risposte a Visualizzare l’impronta ecologica – Tableau Public VS Google Fusion Tables

 
Commenti
 
  1. simo scrive:

    post fighissimo! Dalla cartina tra l’altro si capisce benissimo quanto i paesi industrializzati stiano “pesando” sulle spalle dei paesi meno antropizzati. La decrescita è una problematica enorme, credo che ogni grafico aiuti un pochino di più a capire “quanto”

  2. nico scrive:

    bellissimo articolo
    unisce due argomenti come ecologia e geografia molto interessanti.
    una rappresentazione carina è quella dei geografi inglesi di http://www.worldmapper.org/

    da qualche parte esistono anche degli algoritmi. in italia qualcosa di simile è stato fatto da sbilanciamoci.info

  3. Ganavion scrive:

    L’impronta ecologica è una assurdità anti-scientifica. Se fosse stata ideata nella preistoria, quando c’erano solo caccia, pesca e raccolta, e vivevano al massimo un milione di persone su questo pianeta (fonte wikipedia) quanti pianeti ci sarebbero voluti per nutrire la popolazione attuale ? Circa sette mila…SETTE MILA PIANETI per sfamare l’attuale popolazione senza far uso di agricoltura, industria e via dicendo. Qualche “scienziato” (da bocciare) dovrebbe capire che dallo stesso campo ci ricavo un tot se raccolgo solo, senza coltivare, o molto di più se pratico un’agricoltura moderna. E basta con queste cavolate eco(il)logiche !

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