L’impatto della lotta all’evasione

«Non è la prima e probabilmente non sarà l’ultima. La lotta all’evasione si mette ancora una volta sulle spalle il peso di una manovra economica. È dalla caccia a chi non paga (o chi paga parzialmente) le tasse che il governo punta a recuperare le coperture necessarie alla quadratura dei conti, dopo la cancellazione del contributo di solidarietà e dopo la limatura dei tagli ai comuni. Un’operazione che avrebbbe anche la finalità di evitare (almeno per il momento) l’aumento dell’Iva e nuovi interventi sulla previdenza, ma sul cui esito si addensano non poche preoccupazioni, comprese quelle della Commissione europea.»

I tributi pagati dai cittadini allo Stato sono il segno di una civiltà organizzata. Attraverso le entrate tributarie è possibile andare a soddisfare alcuni bisogni pubblici, ottenendo benefici che non si potrebbero raggiungere con la libera iniziativa privata. Quando questo processo è distorto da una pressione fiscale troppo alta, da una gestione inadeguata e da altri motivi che rendono i benefici ottenuti inferiori ai costi, il malumore dei cittadini cresce.

Alcuni scelgono di sfuggire al fisco attraverso l’evasione o l’elusione. Poiché questo porta ad una grande diseguaglianza tra coloro che pagano più tasse del dovuto e coloro che evadano le tasse, con grande danno per le casse dello stato, ecco che scatta la lotta all’evasione. Nell’infografica di oggi il peso della lotta all’evasione sulle entrate pubbliche, le somme riscosse ed il trend degli incassi.

Infografica - "I numeri della lotta all'evasione"

(clic per ingrandire)

Articolo originale: Sommerso, in sei anni caccia a quasi 70 miliardi
Infografica da Il Sole 24 ORE, Lunedì 5 Settembre 2011, pagina 4

 
Commenti (3) Trackback Permalink | 6.09.2011
Scritto da:
Dario Pagnoni
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3 risposte a L’impatto della lotta all’evasione

 
Commenti
 
  1. Leonaltro scrive:

    Come mai ci sono così tante variazioni da un anno all’altro e in un anno addirittura ci sono entrate negative?

  2. Andrea Gianotti scrive:

    Ciao, non so rispondere alle domande, cerco di capirne di più.
    Sulla variazione annuale non so se in realtà esista una risposta “scientifica” per descrivere i dati, ne dubito; sulle entrate negative ho l’impressione che sia per via dell’aggettivo “netto”, che presuppone un valore lordo a cui va sottratta una quota, perciò diventa negativa. Ma mi informo comunque. Se scopro, commenterò qui!

  3. Pingback: Piccolo imprenditore, feccia degli evasori | Domenico Tallini

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