Open Data, Open Society è un progetto di ricerca sul ruolo attuale e potenziale di un’informazione del settore pubblico (Public Sector Information) che sia completamente accessibile e riutilizzabile da chiunque, “in a truly open society“. Il progetto – svolto dal Laboratorio di Economia e Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa – ha prodotto un report molto interessante, diviso in due parti, la seconda delle quali rilasciata in questi giorni con licenza creative commons cc-by.
La seconda parte del report (in calce al post trovate tutti i link utili per scaricarlo) si conclude con una lista di alcune azioni strategiche e prassi per far sì che l’Open Data abbia successo e porti il massimo beneficio a tutti. Vediamole sinteticamente:
- Definire chiaramente e spiegare sia il concetto di Open Data che di Public Data (approfondisci)
- Mantenere separate le questioni politiche da quelle economiche (approfondisci)
- Distinguere tra dati esistenti e dati futuri (approfondisci)
- Imporre licenze appropriate ed un processo snello (approfondisci)
- Educare la cittadinanza alla comprensione ed all’uso dei dati (approfondisci)
- Focalizzarsi su questioni locali e specifiche al fine di suscitare l’interesse per l’Open Data (approfondisci)
- Coinvolgere ONG, enti di beneficenza ed associazioni imprenditoriali (approfondisci)
Questi sette punti sono solo la conclusione di un report molto più articolato e ricco di spunti interessanti, dalle riflessioni sulle potenzialità e i pericoli dell’Open Data fatte nella prima parte del report al confronto con il caso Wikileaks e con i trend emergenti, nella seconda parte. Ecco dove reperire il report completo:
- Open Data, Open Society. Prima parte del report (formato .pdf)
- Open Data, Open Society. (consultazione online .html)
- Open Data: Emerging trends, issues and best practices (pdf)
- Open Data: Emerging trends, issues and best practices (html)



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