[...] Il prezzo della moneta è il tasso di interesse. Supponiamo che voi vogliate comperare un motorino a rate. Il motorino costa 1500 euro, ma mettendo assieme i regali di Natale e di compleanno avete solo 250 euro; il resto lo dovete pagare a rate, in quattro anni: ogni mese dovrete restituire… quanto? Se dovete pagare ancora 1250 euro, e dividete questa somma per i 48 prossimi mesi (quattro anni), fanno circa 26 euro al mese. Ma in realtà dovrete pagare di più, perché chi vi fa credito corre un rischio – vi dà un motorino prima di avere i soldi – e poi ogni anno i prezzi aumentano, poco o molto: quel che si può acquistare con 26 euro fra quattro anni sarà meno di quel che si può acquistare oggi con 26 euro. Quindi è giusto che quando restituite i soldi nel tempo paghiate qualcosa di più di quel che paghereste se li doveste dare tutti oggi. Quel “qualcosa di più” è il tasso di interesse, o “costo del danaro”, o “prezzo della moneta”.
Prendo a prestito il titolo di un classico di Adam Smith per introdurre l’infografica di oggi, che ho ripreso dalle pagine Junior del Sole 24 ORE di domenica 9 ottobre 2011, e che racchiude alcune informazioni che riguardano le classifiche mondiali di alcuni concetti di “benessere”, nonché il testo di letteratura italiana più famoso quando si parla di statistica: la storia del famoso pollo di Trilussa.
La ricchezza di un Paese? Non i soldi ma il «saper fare»
Da Il Sole 24 ORE (pagine Junior) del 9 ottobre 2011, pagina 11



E’ vero che il pil non è un indicatore corretto, in quanto non tiene conto di alcuni fattori che potrebbero aumentarlo ma non per questo indicare un aumento del benessere della popolazione.