La Toscana in cifre

La Toscana, reduce da un lungo percorso che ha metabolizzato l’impatto di essere guelfo-ghibellino sul territorio locale, deve oggi metabolizzare l’adagio “locale-globale”. Storia e tradizione non bastano più e la regione cerca nuovi modelli: bisogna mettere in rete il know-how e avviare corridoi transnazionali.

Dopo aver analizzato la regione Lombardia oggi vi proponiamo una rappresentazione della regione leader dell’Italia di mezzo, la Toscana.
La Toscana è stata per il suo capitale sociale nave pilota dei distretti. E il distretto non tiene più. La tradizione e la discontinuità segnano la strategia della Toscana. Con reti più leggere come quelle della creatività e del design, ma pesanti nel solco dell’artigianìa borghigiana e diffusa.

Il tessuto produttivo e le esportazioni dei distretti

Il tessuto produttivo e le esportazioni dei distretti

Il patrimonio locale

La Toscana in cifre

La Toscana in cifre

Firenze e le poliarchiche città toscane sono le icone del Made in Italy e hanno prodotto marchi leader nella filiera della moda che si riposizionano nella competizione globale. L’essere un brand territoriale è un patrimonio in sé che però ha indotto il dubbio di poter campare di rendita. Ha indotto la dissolvenza dei distretti, la vendita e la ristrutturazione dei casali e il mangiar territorio in villette a schiera, senza capire che nell’economia del moderno il paesaggio è una risorsa. Innescando un fenomeno che Irpet, Istituto Regionale Programmazione Economica Toscana, ha definito “deindustrializzazione precoce”.

Neet e occupazione

Su un tessuto già provato e stanco è arrivata la crisi. Si risponde con strategie regionali di freno e accelerazione usando risorse scarse. Nel 2009-2010 si è ingigantito il Neet (Not in education, employment or training) di 12.000 unità, cioè il 15,5% della popolazione giovanile. I posti di lavoro sono pochi, per di più precari e arrivano dal settore terziario e l’unica componente in crescita è il part time (+5%). Nel complesso, l’andamento dell’occupazione delinea i contorni di un’economia sempre meno industriale, dove l’aumento dei posti nel terziario non riesce a compensare il calo di quelli dell’Industria (dal 2008 al 2010, +1,6% contro una perdita di oltre 16 punti). Oggi la quota di occupati nell’industria è pari al 19% mentre era quasi il 30% agli inizi del millennio: rispetto alle regioni del centro nord, la Toscana è sotto di 6-7 punti.

Da il Rapporto Toscana de Il Sole 24 Ore di mercoledì 22 Febbraio
Toscana, termometro della congiuntura 1-2

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Scritto da:
Marianna Tramontano
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