Per quanto riguarda la diffusione dell’e-commerce, rispetto agli altri Paesi siamo molto sotto la media europea soprattutto per maturità dell’offerta: solo il 3-5% delle aziende vende online. L’agenda digitale italiana si occuperà anche di questo problema ma intanto con il motto “l’unione fa la forza” domanda e offerta stanno comunque evolvendo e il coupon diventa il fenomeno e-commerce italiano.
Una delle novità più forti dell’ultimo periodo è il successo dei gruppi d’acquisto: settore che impiega oltre mille persone in Italia, fattura circa 250 milioni di euro l’anno e ha creato un accesso alla rete a oltre 20 mila esercenti.
Può essere considerato un modo con cui le aziende vengono iniziate al mondo dell’e-commerce. Infatti, l’offerta italiana è più immatura della domanda. Nel 2011 erano nove milioni gli utenti e-commerce e la tendenza vede in crescita la quantità di ordini pro capite ogni anno.
La tendenza
Netcomm prevede che nel 2012 il numero di aziende italiane con servizi e-commerce aumenterà del 20-30%. Già negli ultimi due anni è aumentato, a doppia cifra percentuale, il fatturato e-commerce delle aziende italiane (a 8,1 miliardi di euro, secondo School of Management – Politecnico di Milano, contro i 20 della Francia). Ma resta più alta la spesa degli italiani in beni e servizi online (9,3 miliardi).
Secondo il Politecnico, il motivo è che aumenta la concorrenza e la convenienza nell’offerta online. Il fenomeno potrebbe accelerare nel 2012 grazie anche al fenomeno dei coupon.
Nielsen conferma che si tratta della categoria di siti cresciuta (quella dei coupon che include i gruppi di acquisto) di più nel 2011, passata dai 4,3 milioni di utenti di dicembre 2009 agli 8,7 milioni del 2010 fino agli attuali 11,3 milioni.
Grazie a queste opportunità molte aziende potrebbero traghettare online in attesa di incentivi governativi e dell’agenda digitale.
Da Business Digitale de Il Sole 24 Ore di 28 Febbraio pag.8
Il consumatore stimola l’e-commerce



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Un altra considerazione da aggiungere è che l’ecommerce in Italia oggi per avere successo deve essere anche tradotto in inglese per garantirsi una base clientelare vasta e soprattutto più avezza all’uso dello shopping online