Il boom dei conti deposito

La tempesta sul debito italiano, che ha stretto le banche a offrire tassi elevati alla clientela per raccogliere denaro prezioso, la riforma delle aliquote sulle rendite finanziarie, hanno favorito l’ascesa del conto deposito. Strumento che ha convito molti investitori in fuga dal rischio e alla ricerca di un luogo sicuro in cui piazzare i propri risparmi.

Dall’estate in poi fra le banche è stato un continuo rincorrersi nel lanciare nuovi prodotti dai tassi attraenti e il risultato è stato immediato: una ricerca di Gfk Eurisko svela che fra giugno 2011 e gennaio 2012 il numero dei conti deposito italiani è cresciuto di 800mila unità, da 2,8 a 3,6 milioni.

L’Abi stessa ha rivelato che l’ammontare di depositi detenuti è cresciuto dai 493 miliardi di luglio ai 547 miliardi di dicembre.

Noi e gli altri

Il risparmio in Europa

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L’analisi

Il confronto internazionale dimostra che il valore dei depositi italiani rappresenta una quota del 35% rispetto al Pil, esattamente la metà della media dell’Eurozona e di Paesi paragonabili al nostro come Francia (65%) o Germania (72%).

La tendenza

Ci si domanda fino a quando durerà e ci si pone il problema di rinnovare l’offerta con prodotti in grado di conquistare la clientela. In parte si sta assistendo già a una sorta di “conto deposito 2.0″, con offerte che mirino a garantire comunque tassi interessanti ma intravedono anche altre strade come quella di aggiungere al deposito le funzionalità di un vero e proprio conto bancario ma a costo zero. Si prevede quindi che il boom dei conti deposito continuerà per i prossimi mesi e in futuro la convergenza fra c/c e conti deposito è segnata da quanto avviene già all’estero.

Da Il Sole 24 Ore del 24 Febbraio pag. 15
La sfida fra conti deposito per conquistare i clienti

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Scritto da:
Marianna Tramontano
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