Dalla narrazione al dato. Il giornalismo analitico collettivo nell’epoca del web 2.0

Dalla narrazione all’informazione pura e schietta. Dalla progettazione del plot ai dati. È un po’ la parabola evolutiva del giornalismo. Un percorso che se da una parte offre una visione semplicistica della materia – il giornalismo è chiaramente un dosaggio articolato dei due elementi –, dall’altra si presta a descrivere una tendenza introdotta dalle nuove tecnologie.

Se il giornalismo è esistito più o meno uguale a se stesso dagli anni 50 agli anni 90, in questo secolo ha certamente dismesso le sue vesti tradizionali per indossare una divisa nuova. Un abito meno letterario, più tecnologico, più democratico. O meglio più social. Perché è proprio a partire dalla nascita dei social network che si è innescato il cambiamento.

La dimensione partecipativa dei social network e del web 2.0 ha dapprima influenzato il giornalismo, poi ha penetrato le sue trame fino a diventarne elemento costitutivo. Il risultato è che oggi tutti possono divulgare e condividere informazioni attraverso la rete. La voce narrativa non è più autorevole, il punto di vista e la narrazione non sono più rilevanti perché infinitamente moltiplicati. In primo piano un solo elemento: l’informazione, i dati sul reale.

Oggi, lo specchio di questo processo di cambiamento è rappresentato da ciò che si definisce giornalismo analitico collettivo. Una modalità di fare notizia che si basa sull’elaborazione collettiva dei dati. Attingendo agli archivi che mettono a disposizione informazioni strutturate e non, più autori possono utilizzare la rete per definire una rappresentazione della realtà che non ha più l’aspetto di una narrazione bensì l’immediatezza asciutta della rappresentazione grafica. Dati, dimensione sociale, organizzazione grafica: sono gli elementi di questa nuova forma di riflessione condivisa sul mondo.

Nel panorama italiano, questa forma di elaborazione e divulgazione delle informazioni comincia a prendere piede attraverso iniziative poco eclatanti ma valide.

Un esempio: l’iniziativa promossa dalla comunità virtuale Statistica@Ning. Lanciato ieri 21 marzo, il progetto intende coinvolgere in una piccola competizione chiunque voglia elaborare grafici, infografiche, diagrammi etc. sulla dinamica del debito pubblico italiano. Per chi fosse interessato, i dettagli sulla partecipazione al contest si trovano su  statistica.ning.com. Gratificazioni assicurate per il vincitore: pubblicazione del lavoro su statistica@ning e OpenDataBlog e soprattutto la soddisfazione di mettere a disposizione di tutti un pezzo di storia d’Italia dalla forma inedita.

 

 
Commento (1) Trackback Permalink | 22.03.2012
Scritto da:
Valentina Ternullo
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