Politica & internet: nel 2012 la prima data election della storia

Secondo il Ceo di Twitter, Dick Costolo, le presidenziali del 2012 saranno le “Twitter election”, un po’ come la Primavera araba battezzata “Twitter revolution”. Prendiamo come esempio le Presidenziali in America ma i politici di tutto il mondo si stanno equipaggiando per affrontare la sfida del data mining per conoscere e influenzare i propri elettori. Anche se in Italia c’è ancora strada da fare.

Si tratta di un vero e proprio dossieraggio politico. Le presidenziali del 2012 eclisseranno quelle del 2008, quanto all’impegno tecnologico delle due opposte campagne. Non solo perchè Facebook aveva allora 40 milioni di utenti in America e oggi ne ha 140. Ma perchè oggi il team di Obama sta incrociando i dati dei social media con altri database disponibili, alzando drasticamente la posta in gioco. Incrociando tali dati si possono attivare strategie mirate proprio come fanno i moderni strateghi del marketing digitale.

Gli Stati Uniti e la corsa in rete verso la Casa Bianca

Gli Stati Uniti e la corsa in rete verso la Casa Bianca

Al sesto piano del Prudential Building, il grattacielo affacciato su Grant Park che un tempo era più alto di Chicago, c’è un gran fermento. Una tribù di matematici, ingegneri software, blogger, esperti di data mining e di correlazioni statistiche – per lo più ingaggiati fra i migliori giovani talenti delle migliori università amercane – affolla un open space che si ingrossa giorno dopo giorno, per un’opera monumentale che deve essere tassativamente completata entro il 6 novembre: la rielezione di Barack Obama.

Ma i repubblicani, a cominciare dal facoltoso Mitt Romney, non resteranno a guardare. CampaignGrid, una società vicina al Grand Old Party, ha un database di 110 milioni di elettori. Di recente ha distribuito messaggi elettorali a 400mila cittadini della Florida usando i cosiddetti ad exchange (i sistemi digitali per la distribuzione della pubblicità) per filtrare il profilo di un utente nell’istante in cui clicca un video e, se rientrava nel target, per fargli vedere un messaggio video di 30 secondi su misura per lui. “È il futuro dell’attivismo politico”, proclama Jeffrey Dittus, il Ceo di CampaignGrid.

Il Caso Italia

I cinguettii dei Parlamentari

I cinguettii dei Parlamentari

Tra Palazzo Madama e Montecitorio è una corsa ai social media. Ma pochi politici sanno davvero che uso farne. Dal 2007 al 2012 il numero dei parlamentari su Twitter è passato da due (Antonio Di Pietro e Antonio Palmieri) a 198. Un incremento al quale però non corrisponde un investimento strategico o una conoscenza delle regole d’uso del mezzo e delle sue potenzialità.
Facebook è piattaforma web più utilizzata dai parlamentari italiani nel 2011 (35,6%), seguita a grande distanza dal sito (14,6%), da Youtube (13,3%) e Twitter (9,7%). Ma sull’utilizzo di Facebook ci sono altri dati che fanno riflettere dal punto di vista qualitativo: il 22% non ha mai postato nulla sulla bacheca, il 28,7% non ha mai ricevuto commenti e il 59,9% non ha mai pubblicato risposte.

 

Da Nòva de Il Sole 24 Ore di domenica 11 marzo pag.51
Campagna elettorale 2.0

Scritto da:
Marianna Tramontano
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