Social network, motori di ricerca e browser. Tutti offrono strumenti per gestire i propri dati ma non sempre sono chiari e trasparenti. Di recente l’Unione Europea ha accesso un faro sulla privacy in vista della direttiva “Data protection” di tutela della riservatezza personale. Ma per chi frequenta il web la parola chiave deve essere “consapevolezza”.
Il 1° marzo Google ha cambiato i termini e le condizioni della privacy da accettare obbligatoriamente per poter continuare ad utilizzare la casella di posta Gmail, il profilo Google+ ,Youtube o ad esempio Google Maps, nonostante le perplessità espresse dalle autorità garanti americane ed europee. Google ha avvisato i propri utenti con un pop-up che invitava gli stessi a leggere le modifiche apportate. Google è solo un esempio ma quante volte ci troviamo ad accettare le condizioni della privacy senza neanche leggerle? Tanta preoccupazione eppure, secondo il report elaborato da Msnbc e del Ponemon Institute, il 70% degli utenti legge “raramente o mai” i termini previsti dai vari provider del web.
Come rendersi invisibili sui navigatori
Explorer: chi naviga con Explorer può decidere di attivare un blocco che impedisce l’apertura improvvisa di finestre (pop-up). Le impostazioni della privacy, accessibili da “opzioni internet”, abilitano la scelta tra differenti livelli per la gestione dei “cookies”, rilasciati dagli spazi online visitati e da terze parti. La modalità “InPrivate Filtering” evita che i siti web visitati condividano informazioni sulla navigazione online con altri.
Safari:permette di cancellare l’elenco dei siti web visitati e di bloccare le finestre (pop-up) pubblicitarie. Avvisa se rileva indirizzi internet sospetti che potrebbero essere connessi con il furto di dati per frodi (phishing). Abilita lo svuotamento della memoria cache: viene attivata per accelerare la navigazione online.
Chrome: consente quattro alternative per gestire i “cookies”. Permette di cancellarli, bloccarli, accettarli in qualsiasi occasione o scegliere quali sono le eccezioni. Abilita la navigazione in modalità “incognito”. Gli utenti possono cancellare la storia delle loro esplorazioni sul web.
Firefox: attraverso la modalità “private browsing” gli utenti di Firefox possono evitare di archiviare le pagine web visitate e i “cookies”. Non vengono salvate nemmeno le password immesse. Il browser Mozilla Foundation abilita l’integrazione di piccoli software aggiuntivi, chiamati “estensioni” per consentire ulteriori livelli di personalizzazione.
Da Nòva de Il Sole 24 Ore di domenica 11 marzo pag. 55
Così la privacy su misura



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