Diritto d’autore: i trend della pirateria online

Nel 2012 i mancati ricavi dall’elusione del copyright di musica, film, tv e software potrebbero ammontare a oltre 2 miliardi di euro – erano 1,4 miliardi due anni fa – con la conseguente perdita di 25mila posti di lavoro. Sono i dati di un’elaborazione del Sole 24 Ore sulla base di dati di Tera Consultants.

Per Ifpi, la federazione internazionale dei discografici, a gennaio il 26% degli italiani in rete ha utilizzato almeno una volta una piattaforma illegale. Con un calo drastico del peer-to-peer (-61%), lo scambio di file con programmi come eMule e un boom (+112%) dello stream ripping, che consente di “rippare”, ovvero salvare e trasformare in file soprattutto contenuti audio.

I trend della pirateria online

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Come stiamo procedendo in Italia?

L’attuale consiglio dell’Agcom presieduto da Corrado Calabrò, in scadenza il prossimo 15 maggio, sta lavorando per approvare in extremis un nuovo quadro regolamentare che ha già previsto tre audizioni parlamentari (l’ultima il 21 marzo) e due consultazioni pubbliche. Al centro del contendere ci sono, tra le altre cose, i nuovi poteri che l’Autorità per le comunicazioni potrebbe assumere in materia di diritto d’autore. Nello specifico, la possibilità di procedere per via amministrativa alla rimozione selettiva dei contenuti considerati in violazione del copyright. Fino a oggi l’interdizione di un sito è stata materia della magistratura mentre con il nuovo impianto, l’Agcom potrebbe invece concorrere a questo genere di attività.

Da Il Sole 24 Ore di giovedì 12 aprile 2012
Per i pirati del copyright un bottino da 2 miliardi

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Scritto da:
Marianna Tramontano
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