L’esperienza Open Data della Lombardia

È trascorso quasi un anno dalla nascita dell’OpenDataBlog durante il quale abbiamo segnalato casi concreti di come possono essere utilizzati gli open data e quali benefici possiamo ottenere. Casi esteri ma anche italiani, segnale che anche nel nostro paese qualcosa si sta muovendo. Oggi approfondiamo l’esperienza degli Open Data in Lombardia.

Gli Open Data possono cambiare la nostra pubblica amministrazione e toglierle un po’ di quell’alone polveroso creando nuove modalità di dialogo con il cittadino e agevolando lo Stato nell’ottenere del risparmio in termini economici, cosa che di questi tempi non farebbe neanche male. Lo ha capito bene l’amministrazione lombarda. Non è la prima volta che ne parliamo. Vi ricordate “Buone nuove dal fronte Open Data” dello scorso 20 marzo? Giuliano Pisapia parlava dei dati aperti come strumento per superare la crisi economica. Eppure gli open data in Lombardia fanno parte di un disegno ben più ampio, l’“Agenda Digitale Lombarda 2012 -2015” (ADL).

Header sito dati.lombardia.it

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Un progetto che coinvolge la pubblica amministrazione lombarda a 360° ed è stato quindi necessario approvare delle linee guida generali. Queste ultime sono state formalizzate in un documento che definisce i criteri generali per l’utilizzo degli open data ai quali tutta la filiera pubblica lombarda dovrà adattare le prossime iniziative con lo scopo di “ottenere vantaggi socioeconomici sostenibili sulla base di nuove modalità di interazione e collaborazione tra cittadini”.

Tra i criteri si sottolinea anche il principio della privacy: utilizzare gli open data non significa dare accesso a tutte le informazioni in modo indiscriminato ma si dovrà rispettare in ogni caso la riservatezza degli individui e delle imprese.

Il portale dati.lombardia.it è il primo strumento messo a disposizione dei cittadini: un sito che aggrega informazioni utili al cittadino ma anche alle imprese in 51 diversi data set (che diventeranno 138), ovvero cassetti digitali dedicati ad argomenti specifici. L’Agenda Digitale Lombarda contempla altri 5 punti tra cui il digital divide, la cittadinanza digitale e la ricerca nell’ICT.

Fonte: dati.lombardia.it
regione.lombardia.it

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Scritto da:
Marianna Tramontano
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