I big dell’Hi-tech sul mercato

Che i social network non siano più un gioco è ormai chiaro da tempo. Dietro a i nostri poke o inviti a giocare a Farmville ci sono aziende che “giocano” con cose ben più serie e non nelle fattorie virtuali ma nei mercati azionari. Facebook sbarca a Wall Street. Ma in pratica cosa significa per chi investe su aziende come Facebook, Google o Microsoft?

Non poco! Chi per esempio ha investito 85 dollari in azioni di Big G nel 2004 ora ne avrebbe in tasca 523. Puntando su Microsoft al suo debutto nel lontano 1986, oggi l’investitore avrebbe avuto un ritorno di 435,7 dollari. Dare fiducia ad Apple avrebbe significato guadagnare 211 dollari, con Oracle 634, su Intel 1.475. Insomma chi ha scommesso nel lungo periodo sull’hi-tech vince. Di seguito quindi vi proponiamo una rappresentazione grafica delle performance di alcune grandi Ipo Hi-tech americane elaborata dall’ufficio studi de Il Sole 24 Ore.

La performance di alcune grandi Ipo Hi-tech americane

La performance di alcune grandi Ipo Hi-tech americane

Non è tutto oro quel che luccica

Vittorio Carlini nella sua analisi ricorda dei casi meno positivi: le web company sbarcate a Time Square nel 2011, come Groupon e Zynga, hanno infatti avuto un “ballo delle debuttanti che dopo qualche giorno di felice valzer, si è trasformato in rock acrobatico”. Il titolo di Groupon adesso cede il 48,45% dal prezzo d’Ipo mentre Zynga è in ribasso di oltre 13%.

Da Il Sole 24 Ore di domenica 6 maggio 2012
Facebook sfida i “maratoneti” del Nasdaq

Scritto da:
Marianna Tramontano
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