Quando si parla di made in Italy si pensa subito alla moda, alla buona tavola e al vino. Al di là dell’immagine di uno stile italiano che piace agli stranieri ci sono altri campi in cui l’Italia è leader all’estero, come ad esempio nell’industria meccanica.
Secondo l’indice della competitività dell’Unctad/Wto l’Italia è un gigante della meccanica. Basti pensare che nel 2011 il surplus manufatturiero italiano è stato complessivamente di 56,7 miliardi di euro e quello realizzato dalle sole macchine e apparecchi meccanici (esclusi i prodotti elettrici ed elettronici) vi ha contribuito per 44,4 miliardi, cioè per oltre i tre quarti.
Per quanto riguarda la meccanica non elettronica, quindi macchine per l’industria e apparecchi meccanici per impieghi generali come valvole, pompe, ingranaggi, l’Italia è seconda solo alla Germania.
Ciò risulta da un quadro compositivo di indicatori che in questo settore ci vede terzi, dopo Germania e Giappone, per surplus con l’estero; al quinto come quota di export mondiale; al dodicesimo posto per export pro capite e al primo posto assoluto per livello di diversificazione sia dei mercati sia dei prodotti.
Dal rapporto Meccanica e automazione de Il Sole 24 Ore di martedì 15 maggio


