Rosso per acquisti a rate, cessione del quinto dello stipendio e prestiti personali. L’unica eccezione restano le carte che cedono il passo a formule a metà tra la carta di credito e i finanziamenti classici. È la grande frenata del credito al consumo che si è delineata nei primi quattro mesi del 2012.
La conferma arriva dall’ultima fotografia scattata da Assofin insieme a Gfk Eurisko sull’utilizzo di questi finanziamenti. Il settore del credito al consumo rappresenta ben il 7% del Pil.
L’infografica mostra il valore delle operazioni di credito al consumo dal 2008 ad oggi suddiviso nei vari segmenti di mercato:
Per la quota più consistente queste somme servono per acquistare l’auto (nuova o usata), i mobili o per la ristrutturazione della casa. L’importo medio richiesto è stabile a 12mila euro ed è in aumento del 6% rispetto al 2009.
“I dati mostrano un’istantanea sul difficile momento che stiamo vivendo” – spiega Chiaffrendo Salomone, neo presidente di Assofin – “Il calo dei prestiti finalizzati finalizzati va di pari passo con la domanda debole e i consumi al palo”.
Da Imprese e territori de Il Sole 24 Ore di Lunedì 4 Giugno
Brusca frenata per il credito al consumo


