La crisi del debito sovrano europeo iniziata in Grecia nel 2009 sembra senza uscita: nel momento in cui sembra aver raggiunto un traguardo ecco che si ritorna al punto di partenza.
Così facendo il tentativo di salvataggio dell’Unione Europa è arrivato a costare 500 miliardi di euro.
Ecco la cronologia degli interventi a sostegno degli Stati europei in crisi che non hanno spezzato il contagio:
Parole chiave: Efsf e Esm
Queste due sigle indicano i due fondi salva-Stati europei.
L’Efsf è il fondo attualmente esistente, già usato per aiutare in passato Irlanda, Portogallo e Grecia: ogni Stato europeo mette una garanzia (proporzionale al Pil) sul fondo, il quale si indebita sul mercato per reperire i soldi necessari per i salvataggi. Questi debiti vanno a gravare pro quota, sui bilanci statali. Il peso dell’Italia nel fondo è di circa il 19%.
L’Esm è invece il nuovo fondo salva-Stati, che partirà a luglio: a differenza dell’Efsf, avrà anche capitale versato degli Stati e non solo garanzie.
Da Il Sole 24 Ore di martedì 12 Giugno 2012
Aiuti in Europa: spesi 500 miliardi ma pochi risultati


