Secondo Marchionne, con un mercato italiano ai livelli del 1979, uno degli impianti italiani dovrebbe essere chiuso. L‘amministratore delegato di Fiat e Chrysler ha così ribadito la sua visione pessimistica del mercato.
Fra i quattro stabilimenti italiani Fiat che producono auto, il faro è puntato su Mirafiori e e Pomigliano. In teoria l’impianto più a rischio sarebbe quello di Mirafiori, il più vecchio e quello con i volumi di produzione più bassi; su Pomigliano incombe l’incertezza delle relazioni sindacali. A parte Pomigliano , che dispone di un modello nuovo come la Panda e ha riassorbito meno della metà dei dipendenti del vecchio impianto, le altre tre fabbriche – Mirafiori, Melfi e Cassino – lavorano in effetti già al 50% della capacità, se va bene.
L’infografica fa il punto sulla produzione e sulle vendite della Fiat:
Secondo il manager, l‘unica via di uscita è esportare verso altri mercati, in primis gli Usa.
Proprio negli Usa le vendite della Chrysler sono cresciute del 20%, arrivando a 145mila veicoli dai 120mila dell’anno precedente; è il 27° mese consecutivo di aumenti delle vendite. Marchionne continua dicendo che “nel primo semestre Chrysler ha consegnato 1,23 miliardi di aumento, più della metà del target dell’intero 2012. Il risultato operativo sarà di almeno 3 miliardi”.
Da Finanza & Mercati di Mercoledì 4 Luglio 2012
Marchionne: in Italia un impianto di troppo


