La classifica delle migliori università italiane

Il Sole 24 Ore ha elaborato sulla base dei dati Miur, Almalaurea, Stella e Istat la classifica generale delle migliori università italiane. Il ranking annuale mostra ancora una volta un’Italia spaccata in due: la parte bassa della classifica è occupata quasi interamente dagli atenei meridionali; ai vertici ci sono il Politecnico di Milano e Torino, Modena e Reggio.

Gli indicatori considerati

Il tasso di dispersione, rendimento e laurea nei tempi indicano l’efficienza dell’organizzazione, l’affollamento la possibilità di essere seguiti meglio, mentre i risultati occupazionali aiutano a capire le chance una volta terminati gli studi.
L’efficienza della struttura, misurata dal rapporto fra i crediti previsti dai piani di studio e quelli effettivamente ottenuti nell’anno degli studenti è essenziale per capire se l’organizzazione dell’ateneo ostacola o aiuta gli studenti nel seguire una carriera ordinata.

I migliori atenei per indicatore

Nei primi sette parametri (dall’attrattività all’efficienza della struttura, fino al successo occupazionale) il Politecnico di Milano non ha rivali.
Prestazioni più opache dal punto di vista dell’attrattività di studenti da fuori regione e cede il posto a Ferrara favorita anche dalla collocazione geografica.
Praticamente nulla anche la dispersione, dove il Politecnico è battuto solo dalla Tuscia e dallo Iuav.
A premiare i torinesi è in primo luogo la disponibilità di fondi per la ricerca scientifica per ogni docente (49mila euro contro 44mila di Milano).

La classifica generale delle migliori università de Il Sole 24 Ore

Clicca qui per la classifica delle migliori università italiane nel 2011

 
Commento (1) Trackback Permalink | 24.07.2012
Scritto da:
Marianna Tramontano
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Una risposta a La classifica delle migliori università italiane

 
Commenti
 
  1. marco scrive:

    Chissà perché il sole 24 Ore abbia messo il polimi al primo posto, seguito da tutte le università del nord Italia ed il Politecnico di Bari al 22esimo posto, nonostante dall’agenzia internazionale Shimago (quindi non di parte) ha messo davanti a tutte le università pubbliche italiane proprio il poliba, considerando, tra l’altro, la qualità delle pubblicazioni scentifiche ed il numero di citazioni a queste nel mondo; e tutto questo con meno finanziamenti per la ricerca da parte del Governo, che naturalmente premia i nomi dei vostri atenei. Certo è evidente che portare più studenti possibili da quelle parti (quindi anche gli studenti che vivono qui nel Sud) crea un grosso giro economico. E’ proprio un’ Italia pilotata in tutto. Non c’è niente che venga fatto in modo realistico e meritocratico.

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