Olimpiadi: quanto incide il Pil sulla vittoria

Si avvicinano le Olimpiadi di Londra nell’anno della grande crisi. L’economia c’entra anche con lo sport? Sì e molto. Più il Pil è alto e più risorse si hanno da destinare allo sport eppure a vincere non sono sempre i più ricchi

È ragionevole pensare che la performance sportiva di un Paese sia determinata da almeno due fattori: popolazione e reddito pro capite. Secondo Andrew B. Bernard e Meghan R. Busse, due economisti che qualche anno fa presentarono un modello che ambiva a prevedere i vincitori delle Olimpiadi, ci sono altri due fattori che possono influenzare i risultati: il fattore “casa” e la “performance passata”. Il modello non sempre è stato in grado di prevedere il vincitore. Portando avanti un confronto tra “muscoli economici” di un Paese e le medaglie vinte le classifiche si ribaltano e scopriamo che pur essendo un business, ai Giochi non vincono solo i ricchi:

Le sorprese delle graduatorie olimpiche

Le sorprese delle graduatorie olimpiche

Le classifiche per medagliere, Pil e popolazione

Sono stati presi i primi dieci Paesi di tre diverse classifiche riferendoci alle Olimpiadi di Atene: la prima consiste semplicemente nel medagliere totale e ai primi posti troviamo i soliti noti: Usa, Russia e Cina.
La seconda e la terza classifica tengono conto del fattore popolazione (medaglie per milione di abitanti) e del fattore economico (medaglie per unità di Pil).

Il risultato? Nella classifica del medagliere per milione di abitanti solo l’Australia rimane nella classifica dei primi dieci e ad aggiungersi tutti Paesi piccoli. Consistente la presenza di Paesi vetero-socialisti ed ex-socialisti. Le forti tradizioni sportive dell’Ex-Unione Sovietica la spingono ben avanti rispetto all’Europa e agli Usa.

Da Il Sole 24 Ore di Domenica 1 Luglio
I Giochi sono un business e non vincono solo i ricchi

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Scritto da:
Marianna Tramontano
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