Spending review: a rischio una poltrona su tre nelle società pubbliche

Nella spending review, oltre al taglio delle province, è previsto un intervento anche sulle società pubbliche. Nel mirino gli enti non quotati a totale partecipazione dello Stato: massimo tre membri nel cda, per i dipendenti buste paga bloccate al livello del 2011 e vincoli alle assunzioni analoghi a quelli della pubblica amministrazione.

Società pubbliche non quotate, come ad esempio Poste Italiane e Ferrovie dello Stato, sono destinate ad essere investite dagli interventi previsti nella Spending Review che il Governo presenterà nei prossimi giorni. L’infografica mostra la lista delle società partecipate dallo Stato con l’attuale composizione del cda e in rosso quelle che vengono considerate eccedenze rispetto alla spending review. A rischio una poltrona su tre nei cda:

Spending review: a rischio una poltrona su tre nelle società pubbliche

Spending review: a rischio una poltrona su tre nelle società pubbliche

Il risparmio

Un bottino da 4,2 miliardi per non arrivare ad aumentare di due punti l’Iva. Con la riduzione a soli tre membri dei consigli di amministrazione di tutte le società interamente partecipate dallo Stato e non quotate, il Governo procederà al taglio di circa il 30% delle attuali poltrone. La percentuale sale se si considera che l’intervento prevede che almeno due dei tre consiglieri siano nominati tra il personale interno.

Il pubblico impiego

Sul fronte del pubblico impiego, il punto fermo è la riduzione delle piante organiche (20% per i dirigenti e 5-10% per gli altri statali, forze armate comprese) e la gestione degli esuberi che non troveranno ricollocazione (da 10mila a 30mila).

Da Il Sole 24 Ore di Domenica 1 Luglio
Stretta sulle società pubbliche

Scritto da:
Marianna Tramontano
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