E’ la crisi peggiore della storia

«Un’economia che ha subito danni paragonabili a quelli di una guerra mondiale, senza che questa guerra sia stata combattuta».

Situazione drammatica per il nostro Paese: il Pil è diminuito di oltre l’8% dal 2007, i consumi sono tornati ai livelli del 1997,  la produzione industriale è inferiore di un quarto rispetto a quella del 2008 e si sono perse 1,4 milioni unità di lavoro.

Posto 100 quello Usa, il Pil italiano per abitante risulterà pari a 38 nel 2060, contro il 65 del 2010.

Fatto 100 il Pil della Ue, l’italiano scenderà a 57,  dal 98 di tre anni fa.

Bruciati i frutti del miracolo economico

Bruciati i frutti del miracolo economico

Nel “secolo asiatico”, in cui c’è un pezzo di mondo che corre a velocità accellerata, la speranza per l’Italia è, ancora una volta, l’industria manifatturiera, nel 2011  quinta  nel mondo per dimensioni, seconda in europa dietro la Germania. E’ dal manifatturiero che derivano sia possibili guadagni di produttività che ricadute in termini di maggiore innovazione.

L’economia reale italiana e il suo motore manifatturiero pagano però antichi nodi strutturali, tanto che la crescita si è fermata nei primi anni Duemila.

Tratto da Il Sole 24 Ore, 13 Aprile 2013, pag. 2

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Antjniska Laganà
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